Il Milan vuole costruire una squadra competitiva, ma si attendono ulteriori sviluppi dal mercato. Il solo Ibrahimovic non sembra bastare: servono due difensori e un gran centrocampista

Tornare subito grandi: è questo l’unico obiettivo del nuovo Milan. Un Milan targato (per ora e ancora) Silvio Berlusconi e (forse, tra poco) Bee Taechaubol, guidato dal sergente di ferro Sinisa Mihajlovic e aggrappato ai nuovi acquisti Andrea Bertolacci, Carlos Bacca e Luiz Adriano. Adriano Galliani si è mosso bene finora sul mercato, forse non benissimo a causa delle euro-figuracce con Jackson Martinez e Geoffrey Kondogbia, ma tornare a fare mercato con tanti milioni deve averlo disorientato. Dall’altro lato, però, i parametri zero sono stati scalzati da colpi a sette zeri e l’amministratore delegato non ha aspettato i “giorni del Condor” per far pervenire i nuovi innesti all’allenatore. Il club rossonero sembra essere tornato, finalmente e dopo tanto tempo, in sella, ma ora bisogna ripagare l’attesa con una stagione da protagonisti.

Ecco, dunque, che la rosa attuale, dopo essere stata migliorata sensibilmente ed oculatamente rispetto all’anno passato, necessita di qualche ulteriore colpo. Il reparto offensivo ha subito una vera e propria rivoluzione e pare essere quello più completo, se poi dovesse arrivare anche Zlatan Ibrahimovic… Il ritorno del campione svedese spaventa gli avversari e tiene sulle spine il popolo rossonero, sarà la sua capacità di spostare gli equilibri e quel dono di vincere i campionati praticamente da solo. Massimiliano Allegri lo ha ammesso quest’oggi in conferenza stampa: “Il Milan si è rinforzato molto, ci darà del filo da torcere“. Vero, il Diavolo è tornato a far paura, ma per incutere quel timore decantato dal nostro fondatore Herbert Kilpin servono, come minimo, anche un regista di qualità e una coppia difensiva di livello. Alex Witsel sarebbe un profilo gradito, certo, tuttavia il prezzo del suo cartellino è tenuto alle stelle dalla disponibilità economica dello Zenit San Pietroburgo e la concorrenza è agguerrita. Perchè, dunque, non puntare tutto su Ilkay Gundogan? Il centrocampista del Borussia Dortmund è sparito dai radar di mercato milanisti, quando potrebbe essere quel top-player capace di far impennare il tasso tecnico della mediana di Mihajlovic.

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Ma il nome che giornalmente riempie le pagine dedicate al Milan è sempre lo stesso, quello di Alessio Romagnoli. La Roma chiede 30 milioni di euro, Galliani ne offre 25: tutto fermo. Giusto puntare (e spendere) così tanto su un ragazzo che ha alle spalle una sola stagione giocata con continuità in Serie A? Dare un giudizio sembra difficile, diffidando anche da quegli opinionisti che credono di avere in tasca la verità. In ogni caso, con il centrale giallorosso in squadra, la difesa del Milan migliorerebbe di molto, ma non sarebbe ancora pronta per lottare per lo scudetto. Intanto, Stefan Savic, prima alternativa allo stesso Romagnoli, ha firmato con l’Atletico Madrid e Mihajlovic, ad oggi, dovrebbe scegliere tra Paletta, Mexes, Zapata e Rodrigo Ely per due maglie da titolare. Investire 25 milioni per il solo Romagnoli o, magari, per due diversi giocatori? In realtà, se si vuole tornare a vincere, non bisogna e non ci si può accontentare. Per un Milan da scudetto manca ancora qualcosa (e forse di più).

Andrea Panzeri

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