Il nome nuovo in casa Milan è quello del tedesco Ralf Rangnick, allenatore e dirigente artefice della costruzione di squadre ricche di talenti e con idee di gioco per il gruppo Redbull in diversi paesi.

Il suo profilo pare essere già stato vidimato e bloccato con un pre contratto da parte di Ivan Gazidis.

I rossoneri attualmente sono in una fase di contenimento del monte ingaggi che sembra portare – una volta approvato il piano di costruzione del nuovo stadio – a un nuovo passaggio di proprietà.

Elliott sta portando in società diverse pedine nell’organigramma con nomi stranieri, forse come preludio a una cessione del club a magnati europei.

La strada di rendere un brand prestigioso come il Milan ancora più lucente nel panorama internazionale è da premiare!

La scelta di Rangnick è dal nostro punto di vista apprezzabile e coraggiosa, ma è difficile che senza i suggerimenti e i consigli di un direttore tecnico italiano ed esperto, questo progetto possa avere una qualche speranza di successo.

Con il dovuto rispetto per Paolo Maldini e per Zvone Boban, il Milan ha bisogno di ingaggiare un dirigente esperto e dal curriculum di lungo corso.

Perché non proporre in questo ruolo un grandissimo selezionatore di talenti giovani italiani come Arrigo Sacchi, che per anni è stato il deus ex machina della Nazionale Azzurra?

Il Diavolo come un’araba Fenice può risorgere dalle sue ceneri, ma per farlo oggi servono i maestri visionari del calcio…

E come in un cerchio magico che si chiude, il lavoro di Rangnick si è sempre ispirato al grande Milan di Arrigo Sacchi.

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