Continuano le polemiche mentre cresce il numero dei contagiati, saliti a oltre 1800

DI REDAZIONE

Sono giorni intensi quelli che il Governo sta vivendo nelle ultime settimane. L’emergenza Coronavirus ha colpito principalmente la Lombardia, una Regione molto organizzata che sta provando a limitare i danni con ogni mezzo. Il Coronavirus ha fermato parzialmente anche il calcio, che a nostro parere é l’ultimo dei problemi di questo Paese. Si poteva e si doveva giocare a porte chiuse come stabilito inizialmente giovedi. Poi il colpo di scena di sabato ha rimescolato le carte. Ina scelta che non condividiamo. Se la priorità é la salute pubblica, allora anche altri match si dovevano fermare, visto e considerato che i casi di contagio sono diffusi in quasi tutte le Regioni.

Invece no, si é pensato al business, non certo al pubblico come qualcuno ha voluto far intendere. Il problema serio del calcio italiano é nei bilanci, che piangono. E questo riguarda la quasi totalità del campionato, quasi sicuramente le principali big (eccetto una). Il Coronavirus ha giá fatto danni al Nord economico, ne fará altri, ma é evidente che il calcio italiano, i vertici, ne escano con le ossa rotte. La Lega Serie A é ormai caduta in una schizofrenia di massa, il nuovo Presidente, appare incapace di mantenere la barra dritta. La nostra personale impressione é che si sia ormai all’anno zero. Gli uomini per tutte le stagioni (si veda Malagò), onestamente a noi non son mai piaciuti. E nemmeno il nuovo Presidente di Lega ci sta convincendo tanto. Nulla di personale, ma speriamo che presto ci sia una vera e propria rivoluzione. Servono nuovi volti, nuove idee, nuove prospettive. Mutano anche i virus, ma non muta mai il vertice del calcio italiano, che in un modo o nell’altro riesce sempre a tirar fuori il peggio. Basta business, si torni a un calcio vero e ricco di passione. VAR o non VAR, per noi questo campionato é di una noia assurda. Ben vengano nuove idee e nuovi volti!

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