Ai tempi dell’Inter si è etichettato come un normalizzatore, arrivato in rossonero ha ridato serenità a un ambiente depresso.

DI: MATTEO ANOBILE

Arrivato in rossonero il 9 ottobre 2019, durante la sua presentazione ha usato due sostantivi: intensità e spregiudicatezza, indicando come avrebbe voluto giocasse il suo Milan. Sono passati cinque mesi e  Pioli in campionato ha giocato 18 partite, conquistando 27 punti. La media è di 1.5 punti a partita, sicuramente non sono forse i numeri, da cui si evince il lavoro di Pioli. In primis ha creato un rapporto franco con Ibra, facendo sì che il leader fosse dalla sua parte. Ha dato serenità a una squadra che prima del suo arrivo, pareva impaurita, rigenerando parecchi giocatori, come Castillejo a cui ha dato una collocazione tattica. Ha fatto di Benaccer un discreto regista in mezzo al campo e ha trasformato da bruco a farfalla Ante Rebic. Il croato è il compagno ideale di Ibra e sopratutto la sua imprevidibilità è micidiale, sei reti in sei partite. Infine Chala con la nuova collocazione fra le mezze punte sta trovando maggiore continuità di rendimento. Senza dimenticare il fatto che abbia lanciato il giovane Matteo Gabbia, autore di due prestazioni autorevoli di fianco a Romagnoli. Se le voci del nuovo allenatore sembrino parlare tedesco, non è il caso di considerare la posizione del tecnico di Parma, valutandola attentamente? I giocatori sono sereni…probabilmente ha dato loro fiducia e in un ambiente depresso ci vuole anche chi indichi la strada senza prepotenza.

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