Alessandro Nesta nato il giorno di San Giuseppe è arrivato in rossonero il 31 agosto 2002 e mai così tanta gente si era vista ad attendere un difensore

DI MATTEO ANOBILE

Se ci fosse un aggettivo per definire Alessandro Nesta, quello più corretto è elegante. Sobrio e di poche parole con uno spiccato accento romano. In campo, sempre a testa alta bello da vedersi quando interrompeva le trame dei difensori avversari con i suoi tackle precisi. Arrivò al Milan nell’agosto del 2002 dalla Lazio che era indebitata e Cragnotti si vide costretto a cederlo. Al suo primo anno vinse la Champions, in quel di Manchester realizzò il rigore del 2-1, giusto per mettere il suo nome sulla Champions. Il 2006 fu il suo anno orribile. Un infortunio (il terzo consecutivo) gli fece interrompere l’ennesimo mondiale. Dopo aver perso la competizione iridata, perse anche una fetta di stagione per un infortunio, alla spalla. Decise di fare tutto per bene ed andò a Miami a curarsi e tornò piu’ forte di prima. Rientrò nei quarti di finale contro il Bayern e assieme a Maldini eressero un muro che permise al Milan di vincere la seconda Champions League in quattro anni quella di Atene del 2007. Alzò la SuperCoppa Europea e il  mondiale per club (4-2) al Boca, dove Nesta realizzò il gol del 2-1. Dopo uno scudetto con Allegri nel 2011,  nel 2012  dopo dieci anni con 326 presenze e 10 gol lasciò il Milan. Venne poi inserito di diritto nella “hall of fame” perchè certi campioni sono come le stelle quando passano lasciano una scia luminosa che brillerà per sempre.

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