Il mondo del calcio scopre il “Sacchismo” con una prova maiuscola il Milan  domina al Santiago Bernabeu…

DI MATTEO ANOBILE

I rossoneri di Sacchi sono chiamati a giocarsi la semifinale di andata nel mitologico impianto madrileno, contro i Blancos. Il Real fra le sue file annovera: Martin Vasquez,Butragueno e Hugo Sanchez non giocatori qualsiasi. Il Milan, risponde con: Galli in porta, difesa composta da: Tassotti,Rijkaard,Baresi e Maldini, a centrocampo: Donadoni,Ancelotti,Colombo ed Evani, in attacco Gullit e Van Basten. Il Santiago Bernabeu, potrebbe incutere timore a chiunque, ma i discepoli sacchiani giocano come se fossero a San Siro, pressing ,raddoppi e possesso palla il loro marchio di fabbrica,  sebbene il Real non ci capisca nulla, casualmente con un colpo di testa del messicano Hugo Sanchez si trova sopra sul finire del primo tempo. Nella ripresa il canovaccio è lo stesso, Milan all’arrembaggio e gli spagnoli che si difendono come possono. Gullit riesce a pareggiare, ma l’arbitro vede un fuorigioco inesistente, poichè l’olandese era visibilmente dietro al momento dell’impatto con la palla. Ma quando c’è Marco Van Basten, nulla è precluso, Tassotti gioca una palla sulla fascia di destra, la scodella a centro area, il cigno che non era un giocatore normale, fa la cosa piu’ difficile, rendendola assolutamente  semplice. Si avvita con una torsione degna del miglior contorsionista circense e mette la palla sotto la traversa, anche se la palla rimbalza sulla schiena del portiere Buyo è dentro. L’1-1 finale non rende giustizia alla mole di gioco prodotta dai rossoneri. I giornali spagnoli, il giorno dopo titolano: “Abbiamo scoperto un nuovo modo di giocare a calcio”. Quella notte al Bernabeu è stata il prologo a quello che sarà il nuovo modo di giocare a calcio, griffato Arrigo Sacchi.

 

 

 

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