La voce storica del Milan da oltre trent’anni, ha rilasciato con Cafè Milan 24 una romantica intervista.

DI MATTEO ANOBILE

Se pensi a Carlo Pellegatti, inevitabilmente crei un’assioma con il Milan,quanti ricordi nelle sue “radiotelecronache”.

Come è nato il Carlo Pellegatti rossonero? E quali sono i sono i primi ricordi milanisti?
“Sono milanista grazie a mio padre che mi ha trasmesso la fede e l’amore verso questi colori. Il mio primo scudetto è stato quello del 1959, l’anno del 7° scudetto”

Quale fu la sua prima radiocronoca?
“Si giocò al Partenio di Avellino contro gli irpini e fu una disfatta, sconfitta per 4-0”

Come è nata l’idea dei soprannomi? Qualcuno a cui è particolarmente legato?
“Iniziai con i nomi e poi coniai i soprannomi. Ricordo con affetto i primi (senza far torto a nessuno).
Mark Hatley collo d’acciaio, Filippo Galli lo squalo bianco di Villasanta e Baresi Mahatma Ghandi la grande anima.”

Quale ricordo lo lega particolarmente a Diego Armando Maradona?
“1 maggio 1988, la punizione dell’1-1 venne calciata magistralmente. Leggenda narra che l’esultanza dei tifosi, dal San Paolo riecheggiò per tutta la città!”

In tema di numeri 10 rossoneri, quale è quello che gli è rimasto più nel cuore?
“Senza ombra di dubbio: Gianni Rivera!!!”

Un grazie a Carlo Pellegatti per la cortesia e la disponibilità verso Milancafè 24.

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