Nato il primo giorno dell’anno nel 1963 è arrivato al Milan a quattordici anni ed è diventato una colonna della storia rossonera

DI MATTEO ANOBILE

Tutto ciò che vale merita di essere atteso, con questa frase si puo’ riassumere la carriera milanista di Evani.
Lascia la sua terra, Massa quando era poco piu’ di un bimbo per approdare nelle giovanili rossonere, viene promosso in prima squadra nel 1982, caplestando i campi della serie B.
Sette anni dopo con un suo calcio di punizione contro il Nacional de Medellin regala la 2° coppa Intercontinentale in quel di Tokyo.
Nasce terzino sinstro con Castagner, ma poi si adatta a afare tutti i ruoli del centrocampo, se gli avessero chiesto di guidare il pullman lo avrebbe fatto.
Con Sacchi raggiunge nella stagione 89-90 il suo apice, realizzando due gol di vitale importanza, quello precedentemente citato e il secondo qualche giorno prima sempre con un calcio di punizione regala la prima Supercoppa Europea, a San Siro con il Barcellona. In quell’annata indossa spesso il 10 per l’assenza di Ruud Gullit.
Con Capello la sua carriera è in fase discendente, va alla Samp, proprio con Gullit.
Sempre Sacchi che di lui fida ciecamente lo porta ad Usa 94 e Chicco in finale realizza un rigore contro il Brasile.
Molto preparato tatticamente: dapprima allena le giovanili del Milan, poi Mancini lo vuole con se nel suo staff in nazionale.

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