Per una volta lasciamo il calcio giocato ed occupiamoci di questioni extra campo; lo facciamo non perché ci faccia piacere, ma perché tira un’aria a dir poco malsana (non che sia una novità in Italia per il calcio e non solo). Torniamo con la memoria a qualche mese fa, quando, nell’ordine, la Juventus provò a tesserare Luis Suarez come comunitario, ad esempio; o quando Suning, non per volontà sua, ma per sopraggiunti vincoli economici dettati dal Partito Comunista Cinese, ha smesso di pagare fornitori, commissioni, stipendi (in accordo coi giocatori, ci mancherebbe); o la più volte rimandata partita tra Juventus e Napoli, fino ad arrivare alla questione tamponi della Lazio. Proprio quest’ultimo episodio, nello specifico, deve fare arrabbiare parecchio i tifosi milanisti e non solo: la richiesta del Procuratore Federale non contempla alcuna penalizzazione per una condotta che a tutti è parsa profondamente scorretta oltre che pericolosa. L’inibizione per Lotito e per i medici suona tanto come beffa per chi si è attenuto scrupolosamente ai protocolli, giocando con mezza squadra fuori causa positività, oltre che potenzialmente pericolosa per gli avversari di possibili positivi tenuti nascosti. Amici milanisti, di cosa si è occupata però la stampa specializzata? Dei rigori assegnati al Milan e dei rinnovi complicati di Donnarumma e Chalanoglu. Elliott ed il Milan hanno intrapreso una strada di comunicazione istituzionale che può essere condivisibile e contraddistinta dallo “Stile Milan”, ma speriamo si faccia sentire al chiuso di certe stanze, perché una Federazione simile rischia di vanificare ogni sforzo profuso per tornare, solamente per meriti sportivi come deve e dovrebbe essere, ai vertici del calcio italiano e mondiale.

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