Scopriamo la carriera del nuovo volto rossonero, dagli esordi nel settore giovanile rossonero all’arrivo al Milan per la cifra di 20 milioni di euro

Da Roma a Milano passando per Lecce e Genova. Questo il tragitto fin qui percorso da Andrea Bertolacci, classe ’91, romano di Roma e cresciuto proprio nel settore giovanile della formazione giallorossa dove nel 2010, a 18 anni, si mette in luce meritandosi il passaggio al Lecce di Gigi De Canio, dove nelle due stagioni disputate in serie A segna 6 gol in 43 presenze, rivelandosi subito come uno dei giovani più promettenti del calcio italiano e divenendo uno dei beniamini del pubblico di via del Mare. Con i salentini che sprofondano in Lega Pro a causa del calcio-scommesse, la Roma gira nuovamente in prestito il giovane centrocampista verso Genova, sponda rosso-blu. Buone le prime due stagioni, eccellente l’ultima, dove Andrea trova 6 reti in 34 presenze, tra cui quella favolosa segnata a San Siro proprio contro i rossoneri, rete che contribuisce al successo del Grifone, che contro i rossoneri al Meazza non trionfavano addirittura dal 1958. E’ proprio questo gol deve essere stato il colpo di fulmine per la società di via Aldo Rossi, fin dalle prime battute decisa a portare il giocatore a Milano.

MA VALE 20 MILIONI – Centrocampista estremamente duttile, solitamente schierato da esterno o mezzala, ma anche molto bravo nella fase di costruzione del gioco, si tratta di un giocatore fortemente voluto dall’ex “rivale” blu-cerchiato Sinisa Mihajlovic, che vede in lui una delle mezzali del centrocampo a 4 programmato dal serbo. Ha fatto decisamente scalpore il prezzo con cui è stato prelevato dalla Roma, visto che 20 milioni di euro non sono affatto una cifra usuale per un under 25 italiano. Ma i margini di crescita di Bertolacci sono enormi, e se inserito in un progetto serio e teso a valorizzarlo in tutte le sue caratteristiche, le prestazioni del classe ’91 potrebbero rivelarsi estremamente entusiasmanti. Al giorno d’oggi 20 milioni sembrano chiaramente troppi ai più, ma proviamo a riparlarne tra un anno…

Enrico Cunego

share on:

Leave a Response