Il brasiliano spiega che venire al Milan è stata per lui la scelta giusta. I suoi modelli Cafù, Ronaldo ed Emerson.

Due gol nelle prime tre uscite ufficiali, Luiz Adriano prova subito a prendersi il Milan. L’attaccante brasiliano a tre giorni dal suo primo derby ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport‘.

Sulla scelta di venire al Milan: “So di aver fatto bene. Ho scelto in base alla storia di questo club e del campionato italiano. Ho capito che per me in questo momento era la scelta migliore, e me l’hanno confermato sia il mio amico Pato, che Lucescu. Mircea mi ha detto di continuare a lavorare come facevo con lui, e che si aspettava un buon inizio da me, perché sa come mi alleno e la serietà che ci metto”.

Sulla maledizione della 9: “Non sono superstizioso. Voglio solo lavorare e fare bene. Il mio obiettivo è essere importante e scrivere la storia di questo club come fatto a Donetsk. Vorrei fare più gol possibili, aiutare il Milan a tornare in Champions League e arrivare primo in campionato. I brasiliani che mi hanno preceduto in rossonero sono un grande stimolo. I miei modelli sono Cafù, Ronaldo ed Emerson”.

Sul tridente con Bacca e Balotelli: “Mario per noi è molto importante, è un grande giocatore venuto a darci una mano. La squadra ha bisogno di tutti e lui ci aiuterà molto. Tridente? Sarebbe un ottimo tridente, Balotelli ha qualità che ci possono servire tantissimo, non ci sarebbe nessun problema a giocatore tutti e tre insieme. Mentre con Carlos mi trovo bene, ogni allenamento che passa l’intesa migliora. Poi, parliamo davvero tanto e questo giova all’intesa. Col passare del tempo miglioreremo sempre di più. Ce la metteremo tutta per diventare i migliori del torneo, anche se ci sono altre coppie davvero forti”.

Sul mancato arrivo di Ibrahimovic: “E’ un grande giocatore, ha fatto la storia del calcio. Sarebbe stato un grande piacere giocarci insieme”.

Sul derby: “Sono curioso ed emozionato per domenica. San Siro sarà uno spettacolo. Io arrivo da derby in cui si fermava un Paese intero, come in occasione delle sfide contro la Dinamo Kiev. A Porto Alegre noi dell’Internacional ce la vedevamo col Gremio, e anche lì tutti si fermavano, esisteva solo la partita. Stiamo studiando molto gli avversari, Mihajlovic è molto attento sia in campo, sia alla lavagna. Ed è molto severo. Pronostico? Non chiedetemelo, non me la sento…”.

@PepLandi

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