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Amarcord, accadde il 30 aprile 1989…

Inter-Milan 0-0, con un goal di Ancelotti non rilevato dall’arbitro

Di GIUSEPPE LIVRAGHI

Stadio “Giuseppe Meazza” di Milano, domenica 30 aprile 1989: nel derby meneghino, un tiro del rosso-nero Carlo Ancelotti incoccia contro la parte inferiore della traversa, rientrando in campo dopo aver varcato di circa un metro la linea di porta.

La partita termina, poi, 0-0.

Se il direttore di gara (che non stiamo assolutamente colpevolizzando) avesse visto e (quindi) convalidato la rete, non sarebbe cambiato sostanzialmente nulla nelle rispettive stagioni dell’Inter e del Milan: i nero-azzurri sarebbero giunti comunque allo scudetto dei record, mentre con quel punto in più il Milan (ormai da tempo concentrato esclusivamente sulla Coppa dei Campioni) sarebbe giunto secondo (anziché terzo ad un punto dal Napoli).

Resta, però, il fatto che in quella partita Inter-Milan il direttore di gara non vide quella realizzazione: nessuno ci diede troppo peso, giustamente, ma già quel giorno si cominciò ad ipotizzare l’intervento della tecnologia per evitare i cosiddetti “goal-non goal”.

A quei tempi si parlò di sensori, giacché la goal line technology sarebbe stata introdotta solamente nel 2012.

Come premesso, il Milan, con la testa comprensibilmente rivolta alla Coppa dei Campioni (poi conquistata nella trionfale notte di Barcellona, annichilendo per 4-0 i rumeni della Steaua Bucarest dinanzi a 80 mila milanisti entusiasti), non fece drammi, ma un pizzico d’amarezza rimase: infatti, qualora la rete di “Carletto” fosse stata vista, il Milan avrebbe portato a casa i due punti, riscattando la sconfitta dell’andata.

Il Milan 1988-’89 era praticamente abituato a casi simili, per la precisione nella vittoriosa marcia in Coppa dei Campioni: si cominciò nella partita di ritorno degli ottavi di finale con la Stella Rossa (a Belgrado), ove l’arbitro non vide un’autorete dello slavo Vasilijevic (col pallone che varcò di un metro la fatidica linea di porta), continuando nell’andata dei quarti di finale in quel di Brema col Werder (con un’autorete dei tedeschi non vista dal direttore di gara), per poi giungere alla semifinale d’andata col Real Madrid, ove al “Santiago Bernabeu” la “giacchetta nera” annullò per fuorigioco una regolarissima realizzazione di Ruud Gullit.

Ripetiamo: se quella rete di Ancelotti fosse stata vista dall’arbitro, sarebbe cambiato poco, ma il Milan avrebbe avuto la piccola soddisfazione d’aver battuto i “cugini”.

30 aprile 1989: il trionfale 24 maggio si stava avvicinando…

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