Il Milan torna alla vittoria casalinga e lancia un messaggio alle altre pretendenti al posto Champions. La squadra di Pioli parte bene e trova subito il gol con una botta di sinistro di Ante Rebic. Leao nel ruolo di prima punta non riesce a incidere, ma sia Calhanoglu che Rebic appaiono in giornata. Il centrocampo funziona e mentre Kessie battaglia con Strootman, Bennacer disegna calcio e geometrie che non si vedevano da tempo. Il Milan sciupa un paio di occasioni buone, poi al minuto 37 Tomori si perde Destro che al centro dell’area impatta la palla e la piazza sotto il sette. Uno a uno e Genoa in partita. Scamacca sbraccia e smista palloni, con Ballardini che dice ai suoi di provarci. Il Milan non ci sta e va al riposo dopo aver provato un forcing offensivo.
Nella ripresa il Milan parte forte e sfiora due volte il gol del vantaggio con Rebic. Poi si fa sotto il Genoa, che però a 20 minuti dal fischio finale va sotto. Calhanoglu batte il corner, Scamacca nel tentativo di anticipare Kjaer e Mandzukic la butta in porta e confeziona il classico degli autogol. Il Genoa però non molla e prova a inserire Pjaca. I rossoneri alle corde salvano con Tomori i tre punti, perché quel tiro respinto, inutile ricordarlo, ha il profumo di Champions. Ai posteri l’ardua sentenza.

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