Intervista a Melli, bandiera del Parma di Scala capace di trionfare in Coppa delle Coppe a Wembley nel 1993, ha un breve passato anche rossonero, arrivò dalla Samp in uno scambio inaspettato con Gullit, dove pagò per delle regole assurde non potendo giocare in Europa, senza dimenticare gli infortuni che lo frenarono completamente.
Milan-parma è una delle tue partite, bandiera dei gialloblu’ con un passato breve in un grande Milan. Ti suscita emozioni particolari?
“Ovviamente avendo giocato in quelle due squadre, qualche ricordo ti salta in mente ed è piu’ evocativa di altre partite”.
Per noi milanisti, Parma-Milan 2-0, stagione 90-91 fu una partita terribile, per te una domenica da fenomeno, doppietta in 35′, roba da non dormirci la notte?!
“Quel Milan era la quadra piu’ forte degli ultimi 30-40 anni, è stato molto emozionante, ci sono dei video immagini che me lo fanno ricordare, da pelle d’oca”.
Nel 94 vai alla Samp, ma a novembre passi al Milan rientrando in uno scambio con Gullit, come lo vieni a sapere?
“Ero ad un funerale del papa’ di un ragazzo delle giovanili della Samp e Mantovani me lo comunicò nel tragitto di ritorno verso la sede, ci rimasi male. Non mi sentivo pronto ancora per il Milan, la Samp era la mia dimensione, ma Gullit voleva tornare a Genova”.
Al Milan vivi una stagione travagliata, ma vinci la Supercoppa Europa in maglia gialla contro l’Arsenal a San Siro. Ricordi di quella notte?
“Venni penalizzato dal regolamento assurdo, all’epoca se già avevi giocato un solo minuto in coppa con una squadra(giocò in Coppa delle Coppe con la Samp) in Europa, non potevi farlo con quella successiva e quindi io non giocai mai in Champions e la Supercoppa Europea sebbene la vinsi non ne fui partecipe.
Senza dimenticare gli infortuni che mi perseguitarono quell’anno, davvero una stagione funesta!”.
Mancini alla Samp, Zola al Parma e Savicevic al Milan, tre grandi 10 con cui hai giocato. In cosa eccellevano?
“Tre fuoriclasse molto diversi, Mancini perfetto per l’attaccante, un assistman, Zola piu’ finalizzatore, Savicevic estroso ma lo dovevi interpretare. Erano tre geni, peccato che con due ci abbia giocato poco”.
Milano e Parma due città meravigliose ma differenti, scegli un angolo che ti ha fatto innamorare di loro
“Di Parma non scelgo un angolo ma prendo tutta la città, ci sono nato è la mia vita , sono legato alla parrocchia del Corpus Domini, in quell’oratorio sono cresciuto.
Quando sono venuto al Milan ho deciso di vivere fuori città in provincia di Como zona molto bella, a Milano ci andavo solo per qualche giro in centro”.
Autore: M.An

