La Romagna è una terra accogliente, gentili e sorridenti ma nello stesso tempo grandi lavoratori.
Uno di questi indefessi lavoratori arriva da Fusignano (provincia di Ravenna) e risponde al nome di Arrigo Sacchi nato il 1° aprile 1946, dopo aver girato tutte le categorie dalle più infime, arriva in serie B con il Parma.
Idilliaca fu Milan-Parma in coppa Italia, Sacchi con il suo Parma estromise i rossoneri dalla competizione, Berlusconi ne rimase folgorato e per la stagione successiva lo portò a Milano.
L’inizio non fu facile, i giocatori inizialmente non riuscirono ad assimilare i suoi concetti di pressing e gioco a zona, dopo l’eliminazione in Coppa Uefa dall’Espanyol l’esonero fu vicino.
Ma una convincente vittoria a Verona nell’ottobre del 1987 per 1-0 con gol di Virdis fu il prologo per la nascita del MILAN DEGLI IMMORTALI.
Uno scudetto, una Supercoppa Italiana, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe Europee e due Intercontinentali.
Questo è il palmares di Sacchi e il Milan, ma il suo cambiamento radicale è stato nel panorama del calcio mondiale, dopo l’1-1 della semifinale di andata al Bernabeu, la stampa spagnola scrisse: “abbiamo scoperto un nuovo modo di giocare a calcio!”.
Il suo credo progressista: il collettivo esalta il singolo, tutti dovevano giocare a tutto campo e tutto tempo, in un calcio italiano in disfacimento, Arrigo Sacchi è sempre un punto di riferimento, tanti auguri al Vate di Fusignano.
Autore: M.An
