Alessia Bartiromo giornalista di CasaNapoli.net ci introduce al match di Pasquetta al Maradona tra gli azzurri e i rossoneri, con un accenno alla Caporetto azzurra.
Alessia, non possiamo non iniziare questa intervista con il capitolo nazionale. Che cosa ti suscita non poter raccontare il 3° mondiale consecutivo?
Ho avuto la fortuna di vivere a 20 anni il Mondiale del 2006 ma mi metto seriamente nei panni delle nuove generazioni che stanno conoscendo una Nazionale di fallimenti, caos e poca programmazione, privandosi la possibilità continua, ormai, di vivere dei momenti indimenticabili durante una manifestazione magnifica e affascinante come la Coppa del Mondo. Ovviamente, sono particolarmente dispiaciuta sia da tifosa italiana che da giornalista perché è sempre un privilegio poter seguire la propria Nazionale anche professionalmente ma spero sia l’input giusto per dar vita alla tanto attesa rivoluzione calcistica, partendo dalla rifondazione dei piani alti. Ci vogliono menti brillanti, veri professionisti del calcio e dar loro fiducia: penso a Paolo Maldini, Roberto Baggio, Alessandro Del Piero e lo stesso Malagò, che si sta facendo portavoce delle eccellenze dello sport italiano nel mondo.
Napoli-Milan si gioca subito dopo aver consumato il pranzo pasquale a chi delle squadre rischia di essere più indigesto?
Il lunedì di Pasquetta al Sud è una giornata di festa e di sollazzo ed è lo spirito giusto per affrontare questo big match. L’atmosfera al Maradona sarà caldissima, con tre punti in palio pesantissimi per entrambe, ancor più in concomitanza dell’altra super sfida tra Inter e Roma, sperando di rosicchiare qualche altro punto alla capolista. Considerando il minimo divario tra rossoneri e azzurri, potrebbe essere indigesta per entrambe, soprattutto se dovesse esserci un pareggio con nessuna delle due che riesce realmente a sfruttare questa ghiotta occasione. La spunterà chi sbaglierà di meno, chi riuscirà a sfruttare meglio le occasioni e a gestire meglio le pressioni. Sono certa però, che sarà una splendida sfida.
Il fattore L, vede due ragazzi nell’occhio del ciclone.
Lukaku-Leao…il belga con Hojlund e l’infortunio e’ sceso nelle gerarchie “contiane” Leao messo fuori ruolo ma non sta dando il meglio di se’. Che ne sarà secondo te di loro due!?
Questo intreccio di situazioni tra Leao e Lukaku è molto singolare. Sicuramente sono situazioni che fanno male sia ai due giocatori che ai club ma anche al calcio italiano in generale, che spesso non riesce a gestire al meglio i grandi campioni che pretendono di avere un trattamento diverso rispetto ai propri compagni. Il caso di Lukaku è un po’ diverso rispetto a tanti altri simili: c’è il precedente recente di De Bruyne che ha sostenuto tutto il recupero dall’infortunio in Belgio e, non riuscendo ad acquisire la migliore forma fisica, anche lo stesso Romelu ha deciso di fare lo stesso, non accordandosi però con il Napoli che ha una visione diversa del quadro clinico dell’attaccante. E’ certo che stia vivendo anche un momento personale molto delicato, fatto sta che per il bene degli azzurri e nel rispetto del rapporto con Conte, avrebbe sicuramente dovuto agire diversamente. C’è aria di rottura ma, per fortuna, il Napoli al momento ha più alternative in rosa. Per quanto riguarda Leao, per me è un professionista incredibile ma poco disciplinato, sia in campo che fuori. Deve ancora maturare e capire che un fuoriclasse si forma anche dalle decisioni che prende e dall’atteggiamento che ha, altrimenti non riuscirà mai ad esprimere al meglio le sue grandissime potenzialità.
Campionato ancora aperto dovesse vincere una delle due, oppure è solo un’illusione ?
Se il campionato è ancora aperto lo determinerà più Inter-Roma che Napoli-Milan. Purtroppo, come avvenuto anche lo scorso anno sorridendo poi agli azzurri, è la squadra in testa che detta ritmi e possibilità. I nerazzurri hanno ancora un gap importante ma, con il contraccolpo dell’addio alla Champions e dopo l’esclusione dell’Italia al Mondiale con vari calciatori interisti sotto accusa, in molti pensando a un altro possibile rallentamento per Dimarco e compagni. In tal caso, dovranno essere brave Napoli e Milan a dar fastidio fino alla fine e approfittare di ogni ghiotta occasione, cercando di non allontanarsi nuovamente. Sicuramente non è una gara da dentro-fuori ma è una giornata che mette di fronte due intrecci molto interessanti. Sicuramente sono i rossoneri ad avere più da perdere: visto il campionato particolarmente in salita per la squadra di Conte tra defezioni e infortuni, blindare un piazzamento Champions resta l’obiettivo primario.
Napoli-Milan e’ una sfida che per chi ha vissuto gli anni 90, hanno visto due presidenti vincenti(Ferlaino e Berlusconi) tre allenatori che hanno vinto il loro primo e unico scudetto a Napoli e Milano.
Quale Napoli-Milan vorresti rivivere di quegli anni?
Negli anni ’90 ero davvero piccola quindi ho ricordi personali molto sfocati delle prime storiche sfide del decennio tra Napoli e Milan, che ho “recuperato” grazie ai racconti di nonno e di papà e alle immagini di decine di videocassette. E’ stata la prima partita in assoluto che ho visto allo stadio a poco meno di 4 anni ed è stato magico ma, se ne dovessi scegliere una di quegli anni da rivivere, prenderei il Napoli-Milan del 27 marzo 1994 terminata 1-0 con un’incredibile magia di Paolo Di Canio. Un dribbling ubriacante sull’out mancino prendendo spazio e superando ben due difensori rossoneri e trovando un gol spettacolare che sfida ogni legge della dinamica, posizionando la sfera nel sette. 60.000 tifosi festanti all’allora stadio San Paolo e la classica marcatura di pregevole fattura, tutta cuore, talento e fantasia, come tutt’oggi mi fanno impazzire e innamorare sempre di più del calcio.
Autore: M.An.
