🔥 IL DIAVOLO DEL LUNEDI:
a cura di Michele Amantea – DIAVOLI RN

Nono posto in classifica. Cinquantuno punti in trentadue giornate. Eppure, il Milan è
l’unica squadra italiana ad aver alzato un trofeo in questa stagione. La Supercoppa
Italiana, conquistata battendo prima la Juventus in semifinale e poi l’Inter in finale, brilla in
bacheca come un diamante in mezzo al fango. Ma può davvero bastare a salvare una
stagione nata male, proseguita peggio e ancora oggi piena di incognite?
Il Milan di oggi è un’opera incompiuta. Un quadro iniziato da Fonseca, strappato via dalla
tela il 30 dicembre 2024, e affidato a Conceição, che a sua volta sta cercando di riscrivere
l’identità di una squadra che si è persa tra esperimenti tattici, individualismi esasperati e
decisioni societarie sempre più contestate.

LA VITTORIA NON È (PIÙ) UN’ABITUDINE
Conceição ha portato una ventata d’aria nuova, ma ancora non si vede una direzione
chiara. A Udine è arrivato un 4-0 convincente nel nuovo 3-4-3, che ha esaltato Theo
Hernandez e permesso a Reijnders di brillare ancora una volta. Ma possiamo fidarci di
una sola prestazione? È davvero l’inizio di un’identità stabile o l’ennesima illusione?
Domenica arriva l’Atalanta a San Siro, poi il derby di Coppa Italia – ritorno della semifinale
contro l’Inter, dopo l’1-1 dell’andata. Due partite che ci diranno chi siamo. Due partite che
il Milan non può sbagliare.

I VOLTI DI UNA STAGIONE CONFUSA

REIJNDERS, LUCE NEL BUIO
Il centrocampista olandese è senza dubbio la rivelazione dell’anno. 14 gol stagionali (10 in
Serie A, 3 in Champions, 1 in Coppa Italia) e una crescita impressionante, soprattutto
nella capacità di inserirsi e finalizzare come un attaccante vero. A Udine è andato ancora
a segno. In un Milan che ha smarrito troppe certezze, Reijnders è una delle poche luci
accese.

LEÃO, IL GENIO CHE ACCENDE LA FIAMMA
Dopo un inizio difficile, qualche panchina lo ha risvegliato. Rafa è tornato ad essere quello
capace di accendere San Siro con uno scatto. 7 gol e 8 assist in Serie A, 3 reti in
Champions, 1 in Coppa Italia. Ma soprattutto quell’assist decisivo in Supercoppa a
Tammy Abraham. Quando vuole, è devastante. Il problema? Non sempre vuole.

PULISIC, L’AMERICANO DI MILANO
Non sarà un leader silenzioso, ma è uno di quelli su cui puoi contare. 9 gol e 8 assist in
Serie A, 4 gol e 1 assist in Champions, 2 reti in Supercoppa. Ha tenuto il Milan a galla
quando tutto stava affondando. Tecnico, intelligente, continuo. Forse il vero top player
della stagione.

THEO HERNANDEZ, L’UOMO DEI CONTRASTI
Una stagione a due facce. L’espulsione contro il Feyenoord negli ottavi di Champions
grida ancora vendetta. Quella sceneggiata ha spento ogni speranza di passaggio del
turno. Eppure, a Udine è tornato il treno Theo, quello che ci ha fatto innamorare:
cavalcata devastante, gol di potenza, binario 19 riaperto. E ora? Serve continuità.

MAIGNAN, CHE SPAVENTO
Il Bluenergy Stadium ha trattenuto il fiato. Ma per fortuna, Mike sta bene. Uscito in
barella, dimesso poche ore dopo. Riposo fino a martedì, poi graduale rientro. Contro
Atalanta e Inter ci sarà. E non possiamo fare a meno di lui.

MERCATO IN OMBRA, TALENTI IN PANCHINA
A gennaio sono arrivati nomi pesanti. Joao Felix e Santiago Gimenez, uno dal Chelsea,
l’altro dal Feyenoord. Gol all’esordio, poi il buio. Infortuni, adattamenti lenti, fiducia persa.
Conceição li vede poco. Ma possiamo permetterci di lasciare fuori un talento da 30
milioni come Gimenez, che tra l’altro ha affrontato da ex i suoi compagni del Feyenoord
proprio in Champions? Il rischio è bruciarli.

UNA SOCIETÀ LONTANA DAI TIFOSI
E poi c’è la parte più dolorosa. La frattura tra la società e il cuore pulsante del Milan: la
Curva Sud. Le parole di Scaroni sui tifosi e sulla questione curve sono state benzina sul
fuoco. Il comunicato della Curva è un pugno nello stomaco, un grido d’allarme che non
può essere ignorato.
“Avete trasformato i tifosi in clienti. San Siro non è un centro commerciale. State
svuotando l’anima del Milan.”
Il progetto stadio resta fermo, le parole diventano aria, e intanto lo stadio si svuota di
passione. Il mantra “Cardinale vattene!” è l’eco di un amore tradito.

IL DIAVOLO È CONFUSO, MA NON MORTO
Il Milan è nel mezzo di un’identità da ricostruire. È ancora in corsa per la Coppa Italia. Ha
già alzato una Supercoppa. Ha talenti purissimi, ma anche una rosa senza una guida
stabile. Conceição ha scelto un 3-4-3. Vedremo se è solo un altro esperimento o un inizio
concreto. La partita contro l’Atalanta ci dirà molto. Il derby ancora di più.
Ma una cosa è certa: la stagione è appesa a un filo. E quel filo si chiama orgoglio
rossonero. Tocca ai giocatori, ma anche alla società, tornare a ricordare cosa significa
indossare quella maglia. Noi tifosi non molleremo. Non lo abbiamo mai fatto.

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