Dopo aver osservato l’ultima annata del Milan di Pioli e quella di Fonseca e Conceicao, il Milan in 76 partite ha subito 92 reti come nei peggior film horror, con una media di 1,2 gol beccato a partita.
A fine maggio gli uomini scelti per il rilancio sono stati: Tare ed Allegri, il primo aver valorizzato tanti giovani alla Lazio e il secondo per la bravura nella gestione psicologica del gruppo.
Non voglio essere blasfemo, ma i numeri delle prime 12 giornate sono gli stessi del 93-94 con Capello in panchina.
Sebbene all’epoca ci fossero i 2 punti a vittoria, comparando con i 3 attuali, i punti sono i medesimi ovvero 28, con lo stesso numero di vittorie 8, pareggi 4 e sconfitte 1. I gol fatti e subiti erano 19-7, ora sono 19-9 altro calcio e in squadra c’erano dei mostri sacri, altra roba.
Allegri non ha fatto muro con la squadra, ma li ha convinti e convolti tutti, Tomori recentemente ha detto che il mister li ha persuasi sulla loro forza, a Milanello ha fatto un tavolone unito e non dei microcosmi.
Se nel film fatto per il Milan di Ancelotti si è usato l’imperfetto, qui solo il presente, STIAMO BENE ASSIEME.

