C’è SOLO UN CAPITANO. Lui è Franco Baresi, una bandiera storica per il Milan. Intervistato in esclusiva per MilanCafe24, ecco le sue parole.

di Sara Pellegrino

Un nome, una leggenda: Franco Baresi è storia per il Milan!!!Qualunque rossonero che si rispetti attribuisce a lui l’appellativo di CAPITANO, perché il difensore numero 6 è stato un vero e proprio leader per il Milan. Il Capitano ha voluto raccontare la sua storia nel suo libro Libero di Sognare . Baresi è cresciuto da sempre nell’ambiente rossonero; qualche anno prima di inserirsi nelle giovanili del Milan, tentò di inserirsi nella squadra nerazzurra dove giocava il fratello, di qualche anno più grande, Beppe Baresi. Da quando ha messo piede a Milanello, Franco Baresi si è innamorato di quei colori e del rettangolo verde, sua passione da sempre, anche quando da ragazzino seguiva Gianni Rivera ed i Mondiali di calcio. La vita del Capitano non è stata facile: prima del successo e delle vittorie importanti ha dovuto fare i conti con una serie di perdite importanti, ma nonostante questo non si è mai dato per vinto. Un Capitano, un leader, un Uomo, che ha dovuto formarsi, compiere sacrifici e che probabilmente ha vinto una delle battaglie più importanti della vita: inseguire i propri sogni nonostante le difficoltà mantenendo sempre l’umiltà, l’onestà ed il coraggio di ammettere i propri errori, come il rigore sbagliato nella finale dei mondiali del 1994 a Pasadena contro il Brasile. In quella occasione Baresi non avrebbe voluto disputare i Mondiali ma fu convinto da Arrigo Sacchi (allora ct della Nazionale di Calcio italiana) e, in quell’occasione, disputò le gare con la Fascia da Capitano. Tra le gioie più grandi di Baresi c’è indubbiamente la vittoria del decimo Scudetto della squadra, nel 1978/1979, anno in cui Rivera ha abbandonato il mondo del calcio giocato e Nils Liedholm andò ad allenare la Roma. Tra i suoi palmaresi ci sono anche tre Champions League.

La Redazione di MilanCafe24 ha incontrato il Capitano in occasione del 56esimo Raduno Nazione AIMC della Puglia.

Signor Baresi, Lei è un pezzo di storia per il Milan.
Nel suo libro dice che quando Le chiedevano cosa si provasse ad alzare un Trofeo, Lei diceva che bisognasse in qualche modo vivere quell’esperienza. Per Lei era difficile da spiegare ed ha avuto la gioia di assaporare meglio quelle emozioni una volta terminata la Sua carriera. Cosa ha provato quando ha visto Romagnoli alzare il Trofeo del 19esimo Scudetto?

”Immagino la gioia dei giocatori di oggi e l’importanza di vincere. Doppia soddisfazione perché all’inizio di questo Campionato non ci davano per favoriti. Doppia soddisfazione per tutti; per l’ambiente, per la squadra, per i giocatori. Per molti ragazzi è stato il primo successo con il Milan, per cui è bello perché vedi la gente che gioisce e che aspettava questo momento da anni. E’ molto bello’’.
Nella sua storia Lei dice che era molto timido, ma poi è diventato Leader. Come ha superato la timidezza?
‘’Lo sono ancora adesso. Penso che si migliori con l’esperienza; cresci, maturi e impari viaggiando e stando con persone nuove. Ognuno deve sempre cercare di essere sé stesso, senza cambiare mai’’.

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